Nei research peptide si vede spesso una purezza di “≥98%”. Ma cosa dice esattamente quel numero e cosa c’è nel resto? In questo articolo lo spieghiamo.
Purezza secondo l’HPLC
La purezza si misura con l’HPLC (high-performance liquid chromatography). Un campione viene fatto passare attraverso una colonna e le sostanze al suo interno vengono separate. Ogni sostanza genera un picco nel cromatogramma. La purezza è la quota del picco principale, il peptide target, rispetto a tutti i picchi insieme.
Cos’è il restante 2%?
Il resto è di solito costituito da sostanze che si formano durante la sintesi, come:
- Catene peptidiche a cui manca un amminoacido o che ne hanno uno in più
- Piccole quantità di varianti ossidate
- Residui di gruppi protettivi del processo di produzione
Con una purezza del 98% o superiore questi sottoprodotti sono così limitati che il materiale è adatto alla maggior parte degli scopi di ricerca.
Purezza non è la stessa cosa di identità
L’HPLC mostra quanto è puro un campione, ma non necessariamente quale molecola sia. Per questo si usa spesso la spettrometria di massa (MS), che conferma la massa molecolare. Un buon COA (rapporto di laboratorio) indica quindi sia la purezza sia l’identità.
Perché il lotto è importante
Ogni ciclo di produzione, il lotto, viene testato separatamente. Una percentuale di purezza dice quindi qualcosa solo sul lotto a cui si riferisce il rapporto. Verifica perciò che il numero di lotto sul tuo vial corrisponda al COA.
Come riconoscere un rapporto affidabile
- Riporta un numero di lotto e una data di test
- Il cromatogramma è allegato, non solo una percentuale
- Il laboratorio è indicato per nome
Tutti i prodotti di Peptide Europe sono destinati esclusivamente alla ricerca scientifica e non al consumo umano.
